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Un po’ di storia

Accademia d’Armi “Alfredo e Antonio Di Dio Emma” Cremona

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Antonio ed Alfredo, nati entrambi a Palermo, il primo, il 4 luglio 1920 ed, il secondo, il 17 marzo 1922, figli del vice-brigadiere Arcangelo Di Dio Emma, si erano perfettamente integrati nella Cremona degli anni trenta.

Antonio ed Alfredo praticavano la scherma a buoni livelli e frequentavano con convinzione ed assiduità gli ambienti cattolici.

Forti della loro adesione ai valori religiosi ed etici ricevuti dalla famiglia e dalla formazione cristiana, andarono incontro con serena determinazione alla morte.

Nel 1944 Alfredo venne catturato dai fascisti e rinchiuso nel carcere di Novara da dove riuscì a fuggire dopo un mese.

Nel periodo della prigionia venne a conoscenza dell’uccisione dell’amato fratello che era caduto vittima della mano nazifascista durante un rastrellamento avvenuto il 13 febbraio 1944.

Con l’intenzione di vendicare il fratello, Alfredo divenne il capo della Brigata delle Fiamme Verdi della Val D’Ossola, fino a quando anche lui fu ucciso in battaglia il 12 Ottobre 1944.

Alla fine della guerra venne a entrambi riconosciuta la medaglia d’oro al valore militare.

I due fratelli, uniti nella morte per lo stesso ideale di libertà, sono sepolti al cimitero monumentale di Cremona e nella stessa città ai due è dedicata la nostra   accademia di scherma.

Testimonianza tratta dai volumi  “Le medaglie d’oro al valor militare”, edito dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito.

“L’ufficiale dell’Esercito ìn s.p,e. fin dal primo giorno della resistenza fu alla testa del proprio reparto nell’accanita battaglia contro l’aggressore. Organizzò i primi nuclei partigiani e con magnifico ardimento li condusse in impari lotta attraverso una serie di audaci imprese. Catturato dal nemico, con sdegnosa fierezza subì i duri interrogatori e, riuscito a farsi liberare, temerariamente riprese il suo posto di combattimento partecipando alle operazioni che, attraverso lunghi mesi di sanguinosa lotta, portarono alla conquista della Val d’Ossola. In questo primo lembo d’Italia valorosamente conquistato, resistette per quaranta giorni con i suoi uomini stremati, affamati e male armati contro forze nemiche di schiacciante superiorità, finché con le armi in pugno incontrò eroica morte alla testa dei suoi partigiani. Valle Strona, settembre 1943; Valle d’Ossola Val Vigezzo, Finnero, settembre-ottobre 1944”.

Pagina Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Di_Dio